VALLE PO - (prov. Cuneo) - Piemonte - Italia

Rifugio Giacoletti - Monviso

ARRAMPICARE
nel MONVISO

Itinerari Sportivi
Punta Udine 3.022 m

segnalati dalla
Guida Alpina Andrea Sorbino :
Rifugio "Vitale Giacoletti"

ARRAMPICARE NEL MONVISO : Una scelta di itinerari stile Plaisir sulle pareti dei satelliti del MonViso; arrampicate classiche dell'alpinismo anni 50, itinerari inediti e nuove realizzazioni riproposte in chiave moderna per chi non può rinunciare ad arrampicare nei grandi ambienti di Montagna !



Itinerari Sportivi:

Punta Udine - 3022 m

  • - Tempi Moderni
  • - Diedro Raffi–Rattazzini
  • - Cresta Est
  • - Pilastro orientale della Punta Udine
  • - The last “Bavorak” for Ernesto Bano
  • - Settore monotiri e palestra di arrampicata
  • - Claudio Bocco

    Punta Venezia - 3095 m

  • - Via dei Torrioni
  • - Dimensione Quarto

    Punta Roma - 3070 m

  • - Trois Rivières e Ti’ Punch

    Punta delle Traversette + 3026 m

  • - Chiaro di Luna e Mai dire Block

    Monte Granero - 3171 m

  • - Io per Te !
  • - Via Michelin-Masoero
  • mappa Giro del Viso

  • - Premessa
  • - Sicurezza
  • - Istruzioni per l’uso
  • - Materiale consigliato
  • - Avvicinamento e rientro
  • Punta Udine 3.022 m

    Tempi Moderni
    La via supera le belle placche inclinate della parete Nord sfruttando i settori di roccia compatta compresi fra le varie fessure percorse dai vecchi itinerari. Una via significativa che unisce carattere e stile, quelli inconfondibili del suo autore. Assolutamente da non perdere !!

    Autori Fiorenzo Michelin con Beppe e Wanda Canepa il 10 agosto 1995

  • Difficoltà TD- 5c+ max, 5c obbl.
  • Sviluppo 300 m.
  • Tempo di salita 3-4 ore
  • Attrezzatura Rinnovata nel 2007 con Fix 10 mm, piastrine e soste omologate.
  • Discesa Dalla sosta 6 è possibile scendere in doppia lungo l’itinerario di salita. Dalla vetta seguire gli ometti fino al Colle del Coulour del Porco e il percorso della Ferrata fino al rifugio.

    Descrizione Dal Giacoletti seguire il sentiero per il Coulour del Porco fino alla base della parete Nord-Est; l’attacco della via è ben visibile dal sentiero, 10 minuti. Nome scritto alla base della via.

  • L1 30m. Superare la fessura leggermente strapiombante ma ben appigliata (passo chiave atletico, 6m) e salire la rampa inclinata. 5c+, 4c oppure 5c, A0
  • L2 30m. Spostarsi a destra per superare un tratto verticale poi seguire lo sperone di roccia compatta e un’ultima placca delicata. 5c, 5b
  • L3 25m. Risalire la placca inclinata verso una fessura-camino, alzarsi qualche metro nella spaccatura poi spostarsi sulla grande placca con piccoli ma buoni appigli. Superare un corto bombé seguito da una placca delicata. 4c, 5c
  • L4 25m. Bella placca chiara quarzitica. 4b, 5b Lunghezza corta ma è meglio non saltare la sosta.
  • L5 30m. Continuare in placca. 5a
  • L6 40m. Salire in placca poi superare un piccolo strapiombo verso destra e il pilastrino fino ad una terrazza. Superare il muro ripido e compatto e continuare fino alla sosta. 4c, 5c
  • L7 30m. Facile placca per arrivare nell’intaglio alla base di un marcato pilastro (sosta 7 via Diedro Raffi). Continuare sul pilastro inizialmente verticale e poi più inclinato. 3b, 5c, 4c
  • L8 55m. Seguire la cresta fino in vetta. 3b, 3a

    Diedro Raffi-Rattazzini
    Il magnifico diedro che solca la parete Est della Punta Udine è stato negli anni dell’Alpinismo Classico uno degli itinerari di arrampicata più ambiti e prestigiosi del MonViso; l’ambiente aereo, l’arrampicata atletica e l’ottima attrezzatura ne fanno oggi una delle vie più gettonate.

    Autori Francesco Raffi e Paolo Rattazzini il 5 luglio 1964

  • Difficoltà TD 6a+ max, 5c obbl.
  • Sviluppo 250 m.
  • Tempo di salita 3-4 ore
  • Attrezzatura Completamente rinnovata nel 2006 e 2007 con Fix 10 mm, piastrine e soste omologate.
  • Discesa Dalla sosta 4 (terrazzo al termine del diedro) è possibile scendere con 2 doppie da 50 metri alla base della via. La sosta della seconda doppia è in comune con una nuova via (in fase di attrezzatura) a destra del Diedro.
  • Dalla vetta seguire gli ometti fino al Colle del Coulour del Porco e il percorso della Ferrata fino al rifugio.

    Descrizione Dal Giacoletti seguire il sentiero per il Coulour del Porco fino alla base dello spigolo Nord-Est, piegare a sinistra raggiungendo la base del diedro per una rampa esposta, 20 minuti.

  • L1 30m. Superare la parete verticale e un breve strapiombo (breve boulder azzerabile). 5c, 6a+ oppure 5c, A1
  • L2 30m. Ritornare nel diedro principale con un’aerea traversata, superato lo spigolo si prosegue sullo splendido muro. 5c
  • L3 25m. Breve strapiombo poi bellissima arrampicata su placca verticale. 5c
  • L4 20m. Un breve traverso in placca e poi verticalmente per arrivare ad un comodo terrazzo al termine del diedro. 5c
  • La 3° e 4° lunghezza si possono unire per raggiungere direttamente il terrazzo della sosta 4 dal quale si può scendere in doppia.
  • L5 30m. Continuare lungo la cresta. 4a, 3c
  • L6 40m. Seguire la cresta superando brevi tratti verticali. 4b, 3c
  • L7 30m. Raggiungere l’affilata crestina e l’intaglio in comune con Tempi Moderni. 2c, 3b
  • L’8° e la 9° lunghezza sono in comune con Tempi Moderni.
  • L8 25m. Superare il ripido pilastro e continuare sulla placconata. 5c, 4c
  • L9 50m. Seguire la cresta ora meno ripida a pochi metri dalla vetta. 3b, 3a

    Cresta Est
    La Cresta Est è una grande classica stile “Montagna”.
    11 lunghezze di corda aeree, omogenee e logiche su difficoltà moderate.
    Vista formidabile sulla parete Nord del MonViso e sull’immensa pianura del Po con il Cervino e il Monte Rosa all’orizzonte.
    Adatta a tutti, alpinisti navigati ed arrampicatori che si cimentano con le loro prime vie in montagna, assolutamente da non perdere !!

    Autori Felice Burdino, Dino Genero, Ettore Serafino il 21 settembre 1952

  • Difficoltà AD+ 4c max, 4b obbl.
  • Sviluppo 300 m.
  • Tempo di salita 3-4 ore
  • Attrezzatura Fix 10 mm (ultimi interventi agosto 2007).
  • Discesa Dalla vetta seguire gli ometti fino al Colle del Coulour del Porco e il percorso della Ferrata fino al rifugio, fino alla sosta 5 è possibile scendere in doppia.

    Descrizione Dal Giacoletti salire il sentiero che porta alla base del canale–camino a sinistra dello sperone, 10 minuti. Nome scritto alla base della via.

  • L1 30m. Superare il canale-camino e raggiungere la comoda sosta sotto ad un tetto fessurato. 3b, 4b
  • L2 20m. Pochi metri a destra e poi verticalmente fino alla base di una placca fessurata. 3c, 3a
  • L3 40m. Salire la placca fessurata e poi traversare fino a raggiungere un intaglio esattamente sul filo di cresta. 4c, 4b
  • L4 25m. Superare l’ostico e stretto camino, attenzione allo zaino. 4c, 4b
  • L5 30m. Raggiungere la terrazza erbosa sulla cresta seguendo placche poco inclinate e facili gradoni. 3b
  • L6 55m. Seguire il filo di cresta fino alla base di uno sperone verticale. 3a
  • (possibile sosta intermedia).
  • L7 50m. Percorrere il canalino erboso fino al suo termine e raggiungere la Traversata degli Angeli, l’aerea cengia erbosa che taglia orizzontalmente tutta la parete, utilizzata un tempo come via di fuga dalla cresta.
  • L8 35m. Lasciare a sinistra la Traversata degli Angeli e continuare a destra sul pilastrino fratturato e la compatta placconata per ritornare nuovamente sul filo di cresta. 3b, 4a
  • L9 40m. Seguire l'elegante ed aerea cresta e raggiungere un comodo punto di sosta, bellissima lunghezza. 4b, 4c
  • L10 40m. Continuare sulla cresta fino alla base di un modesto torrione. 2b, 3b
  • L11 30m. Superare il torrione e raggiungere la cresta sommitale a pochi metri dalla croce. 3c, 4a

    Pilastro orientale della Punta Udine 2.900 m
    Pilastro orientale della Punta Udine 2.900 m
    Esattamente a sinistra della Cresta Est l’enorme pilastro domina con i suoi 100 metri di parete la panoramica terrazza del rifugio. Sullo sperone verticale, a dir poco dolomitico, sono stati realizzati tre itinerari lungo le linee più eleganti.
    Questi itinerari, realizzati nell’estate del 1993 da Andrea Sorbino e Pier Giorgio Manavella, si possono scendere in doppia, con calate da 25-50 metri, oppure, continuando per una quindicina di metri (3a) si può raggiungere la sosta 5 della Cresta Est e quindi lungo il medesimo itinerario la Punta Udine.
    Gli attacchi delle vie sono a circa 10 minuti dal rifugio. Per raggiungerle si costeggia alla base la parete orientale della Punta Udine e prima di arrivare al settore dei monotiri si risale per un breve tratto il canale erboso.

    Lo Spigolo

  • Difficoltà TD 6b+ max, 6a obbl.
  • Sviluppo 90 m.
  • Tempo di salita un’ora circa
  • Attrezzatura Fix 10 mm, soste con catene, nome scritto alla base.
    Descrizione
  • L1 30m. Salire il muro verticale e il successivo piccolo tetto, continuare sul muro ben appigliato. 6a
  • L2 25m. Aggirare lo strapiombo rossastro a destra e portarsi alla base dello spigolo sulla comoda cengia. 5c
  • L3 20m. Superare il muro tecnico su taglienti réglettes. 6b+
  • L4 25m. Continuare sullo spigolo in massima esposizione. 6b

    Sgùra le peile

  • Difficoltà TD+ 7a max, 6a+ obbl.
  • Sviluppo 90 m.
  • Tempo di salita un’ora circa
  • Attrezzatura Fix 10 mm, soste con catene, nome scritto alla base.
    Descrizione
  • L1 30m. Salire il muro verticale e il successivo piccolo tetto, continuare sul muro ben appigliato. 6a (lunghezza in comune con Lo Spigolo).
  • L2 25m. Superare direttamente lo strapiombo rossastro e sostare alla base del muro verticale. 7c ? (da liberare) oppure 6a e A1
  • L3 20m. Salire il muro verticale a destra della via dello Spigolo. 6c
  • L4 25m. Continuare sul muro verticale e superare il bombé leggermente strapiombante. 7a

    La Fessura

  • Difficoltà TD 6a+ max, 6a obbl.
  • Sviluppo 90 m.
  • Tempo di salita un’ora circa
  • Attrezzatura Fix 10 mm, soste con catene, nome scritto alla base.
    Descrizione
  • L1 30m. Dalla base del diedro salire la parete per raggiungere un comodo terrazzino. 5c
  • L2 25 m. Superare la fessura in opposizione e poi le placche successive. 5c, 4a
  • L3 20m. Attraversare il canale erboso e continuare sul pilastrino verticale. 5c
  • L4 25m. Salire il ripido muro e la successiva fessura a tratti leggermente strapiombante. 6a+

    The last "Bavorak" for Ernesto Bano
    E’ l'itinerario più atletico per raggiungere la Punta Udine. Ambiente severo e suggestivo. Spettacolare il 3° tiro nel marcato diedro.
    La via è dedicata alla Guida Alpina Ernesto Bano che intrattenne spesso gli ospiti del rifugio con racconti avventurosi legati alle Sue montagne sorseggiando Bavorak, pregiato aperitivo Slovacco.

    Autori Giancarlo Baret e Andrea Sorbino nel luglio 1998

  • Difficoltà TD 6b+ max, 6a obbl.
  • Sviluppo 160 m, più 180 m in comune con la via della Cresta Est
  • per raggiungere la vetta.
  • Tempo di salita 3-4 ore
  • Attrezzatura Fix 10 mm, soste con catene, nome scritto alla base.
  • Discesa Dalla sosta 5 è possibile scendere in doppia lungo la via (soste attrezzate), oppure dalla vetta seguire gli ometti fino al Colle del Coulour del Porco e il percorso della Ferrata fino al rifugio.

    Descrizione L’inizio della via, individuabile dal nome scritto alla base, si trova a pochi minuti dal rifugio lungo il sentiero che conduce al settore dei monotiri.

  • L1 40m. Attaccare sulla verticale dell'evidente diedro un pilastro che ben presto diventa strapiombante, atletico. 6a+
  • L2 30m. Superare due salti leggermente strapiombanti e le compatte placche del diedro. 5c, 6a
  • L3 35m. Si entra nel diedro con un passaggio atletico e faticoso, poi si affronta un muro tecnico; continuare nell’impressionante ed espostissimo diedro fino ad un comodo terrazzo. 6a, 6b+, 5c
  • L4 25m. Un corto strapiombo per raggiungere un sistema di placche compatte ben appigliate. 5c, 4b
  • L5 45m. Continuare l'arrampicata sulle placche inclinate. 4a
  • L6 15m. Spostarsi a destra e raggiungere la cresta. 2b
    Per raggiungere la vetta continuare seguendo l’itinerario della Cresta Est.
  • L7 50m. Percorrere il canalino erboso fino al suo termine e raggiungere la Traversata degli Angeli, l’aerea cengia erbosa che taglia orizzontalmente tutta la parete, utilizzata un tempo come via di fuga dalla cresta.
  • L8 35m. Lasciare a sinistra la Traversata degli Angeli e continuare a destra sul pilastrino fratturato e la compatta placconata per ritornare nuovamente sul filo di cresta. 3b, 4a
  • L9 40m. Seguire l'elegante ed aerea cresta e raggiungere un comodo punto di sosta, bellissima lunghezza. 4b, 4c
  • L10 40m. Continuare sulla cresta fino alla base di un modesto torrione. 2b, 3b
  • L11 30m. Superare il torrione e raggiungere la cresta sommitale a pochi metri dalla croce. 3c, 4a

    Settore monotiri e palestra di arrampicata 2.740 m
    A pochi metri dal rifugio, su di una fascia rocciosa particolarmente compatta e aderente, alla base dell’imponente parete Est della Udine, sono stati attrezzati una decina di monotiri, ideali come palestra di arrampicata.
    La parete, esposta ad oriente ed illuminata dal sole al mattino, si presta ottimamente come terreno di prova per le manovre di corda e l’ iniziazione all’arrampicata da primi di cordata.
    Perfetto per una mezza giornata divertente ed istruttiva e come preparazione agli itinerari più lunghi del giorno dopo.

  • Autori Paola Brezzo, Massimo Piras, Stefania Ruberi, Mauro Castellengo, Alessio Celebrano, Giùgiù Roberti, Andrea Sorbino.
  • Attrezzatura Completamente rinnovata nel 2006 con Fix 10 mm, piastrine e soste omologate, nome scritto alla base.
  • Altezza 25-30 metri.
  • Genepy a Gogò 5c
  • Turbo L1 6a, L2 5c
  • Bye-Bye Reby 6a+
  • Stefy 6a+
  • Pretty Kate 6c
  • Grazie Kaci 5a
  • Thank You 6b
  • Visto per il Perù L1 5c, L2 5c
  • Il Cammino dei Berserker 7b? da liberare
  • Tomini volanti 3a

    La via “Turbo” e “Visto per il Perù” dopo le prime due lunghezze di corda attrezzate continuano in modo autonomo fino in vetta alla Udine; l’arrampicata diventa terreno di avventura, prevedere nuts, chiodi e martello.


    Claudio Bocco
    L’itinerario si snoda lungo il primo degli speroni che scendono verso Est dalla cresta che congiunge la Punta Udine alla Punta Roma. La parte bassa dello sperone è caratterizzato da un’evidente spigolo interrotto da una zona strapiombante.
    Ideale per una giornata di arrampicata in abbinamento ai monotiri, la via diventa Terreno di Avventura se si prosegue per la vetta della Udine.
    La via è dedicata a Claudio Bocco, alpinista e autore di numerose vie, recentemente scomparso.

    Autori Fiorenzo Michelin e Beppe Canepa nell’agosto 2004

  • Difficoltà TD 6a max, 6a obbl.
  • Sviluppo 170 m.
  • Tempo di salita 2 ore
  • Attrezzatura Fix 10 mm.
  • Discesa Dalla sosta 5 si ritorna alla base con due doppie da 50 metri lungo la parete Nord-Est oppure, sempre in doppia ma meno comodamente, lungo la via di salita.

    Descrizione L’inizio della via è a circa 20 minuti dal Giacoletti. Si costeggia alla base la parete orientale della Punta Udine lungo il sentiero che porta al settore dei monotiri e si risale per un tratto il cono detritico attraversandolo in direzione delle placche.

  • L1 35m. Superare la bella placca sotto la verticale dello spigolo. 5c
  • L2 30m. Continuare sulla parete leggermente strapiombante e raggiungere il punto di sosta sulle placche sovrastanti. 6a, 5c
  • L3 35m. Salire la parete verticale fino a raggiungere lo spigolo. 6a
  • L4 35m. Superare le placche a lato dello spigolo. 5c
  • L5 35m. Continuare in placca raggiungendo il filo di cresta. 5b
  • Materiale curato dalla Guida Alpina Andrea Sorbino - Rifugio "Vitale Giacoletti"


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