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Trekking

Il TOUR delle VALLI VALDESI
e del MONVISO

in 5 tappe di escursionismo tra
I RIFUGI
dell'alta val Pellice e del MONVISO

elaborato da:
Andrea Sorbino - Rifugio "Vitale Giacoletti"



mappa Giro del Viso

INTORNO AL MONVISO :

Lo sapevate che il trekking di più giorni intorno ad una cima è nato proprio qui, ai piedi del Monviso? Nel lontano 1839 James David Forbes, professore di filosofia naturale all'università di Edimburgo, in compagnia del cacciatore Rey di Abriès in funzione di Guida, intraprese un lungo viaggio nelle Alpi. Raccontava Coolidge: «Da Marsiglia egli iniziò il suo cammino risalendo le valli della Durance e dell'Ubaye fino a Barcellonette, e attraversò alla testata di quella valle il Col de la Sedere (circa 9700 piedi) arrivando a Saint Veran e quindi Abriès nella valle del Guil [...]Fece il "Tour of Monte Viso" attraverso molti faticosi passi: il Col de la Traversette (9679 piedi), il Col del Viso (8704 piedi), il Passo Sagnette (9761 piedi) o quello di San Chiaffredo (9069 piedi), e il Col de Vallante (9269 piedi). Passò quindi dalla valle del Guil per il Col de la Croix (7576 piedi) alle Waldensian valleys of Piedmont dove si fermò alcuni giorni». Per raggiungere le "Valli Valdesi del Piemonte" Forbes ridiscese dunque lungo il Guil fino a l'Echalp, chiudendo il "Tour of Monte Viso" esattamente come fanno le migliaia di escursionisti di oggi. Pochi anelli si snodano vicino alle pareti di una grande montagna come il Tour delle Valli Valdesi e del Monviso: forse alcuni percorsi dolomitici, ma senza dubbio niente di simile esiste nelle Alpi occidentali. Pochi trekking offrono scorci così spettacolari su tutte le facce di una montagna, dominando al contempo quattro valli diverse: Pellice, Guil, Varaita e Po. Gli ambienti cambiano di continuo in un fantastico viaggio, in cui, alla bellissima conca glaciale del Prà in Val Pellice e i vasti spazi del Queyras, seguono l'eccezionale belvedere dalla Cima Losetta, i contorti pini cembri del bosco dell'Allevé in Val Varaita, i laghetti del Vallone delle Giargiatte, gli splendidi specchi d'acqua dell'alta Valle Po, il passaggio dal primo tunnel delle Alpi. Con dislivelli modesti si scavalcano colli tra i 2373 metri del Colle Barant e i 2811 di quello di Vallanta; la presenza di numerosi rifugi intorno al “Gigante delle Cozie” permette di scandire le tappe del Tour in più giorni.

In Val Pellice, la più breve delle valli glaciali, si è svolta la particolare vicenda del popolo valdese. La presenza dei Valdesi ha determinato in modo fondamentale la storia e l’identità della valle facendone luogo di battaglie ideali per la libertà di coscienza e conferendole quel carattere pluriconfessionale che la rende unica in Italia. Le vicissitudini del popolo valdese unitamente alla notevole bellezza del paesaggio delle valli del MonViso costituiscono la premessa ideale di un viaggio alla riscoperta di un territorio ricco di testimonianze, di tradizioni e di storia: una Wilderness protetta da due parchi naturali e da un’oasi faunistica. Dalle città di pianura veloci strade permettono di salire alla testata delle valli, dove semplici alpeggi e ruderi delle vecchie caserme di confine difendono il regno del Monviso. <>.
Per conoscere a fondo questa realtà abbiamo scelto di percorrere il Tour delle Valli Valdesi e del MonViso in 6 giorni e di partire dalle Grange del Pis in Val Pellice, abbinando il viaggio in auto e l’avvicinamento a piedi al rifugio Barant. Terminato il percorso ad anello si ritornerà al punto di partenza.
Per raggiungere in auto le Grange del Pis, da Torino seguire le indicazioni per Pinerolo quindi per la Val Pellice; raggiunto l'abitato di Torre Pellice seguire le indicazioni per Villar Pellice (80 km da Torino). Due km dopo Villar Pellice svoltare a sinistra e seguire le indicazioni per la Comba dei Carbonieri e il Rifugio Barbara Lowrie. Nove km di salita portano ad un comodo parcheggio a pochi passi dal rifugio (1753 m) dove ha inizio il viaggio a piedi.

primo giorno :
  • Dal rifugio Barbara Lowrie al rifugio Barant.
  • Dislivello in salita: 650 m.
  • Dislivello in discesa: nessuno.
  • Tempo di percorrenza: 2 ore.
  • L’Unione Astrofili Italiani (U.A.I.) dal 1995 ha eletto il colle Barant a “Parco delle Stelle” ovvero sito di grande interesse astronomico. I "Parchi delle Stelle" devono godere di alcune precise e determinanti caratteristiche: assenza di inquinamento luminoso, orizzonte libero, facile raggiungibilità con strumenti d'osservazione e presenza di strutture ricettive vicine. Il Colle Barant, oltre a rientrare ampiamente in queste caratteristiche, è situato ad una altitudine di 2373 metri e la finezza dell’atmosfera riduce il fenomeno della dispersione della luce favorendo l'osservazione di stelle e di mondi lontanissimi altrimenti invisibili a quote più basse.
    Dal parcheggio del rifugio Barbara (1753 m) una vecchia strada militare (chiusa alle auto), mirabile opera di ingegneria, conduce nel cuore dell’Oasi di protezione faunistica destinata alla riproduzione e alla tutela degli ungulati. Dal Pian delle Marmotte è possibile seguire il vecchio sentiero che ne taglia i tornanti, raggiungendo in breve il Colle Barant (2373 m) e il rifugio omonimo. Poco al di sotto del Colle Barant, sul versante che si affaccia sulla Conca del Prà, si trova il Giardino Botanico "Bruno Peyronel" (2290 m). Creato allo scopo di proteggere e valorizzare la ricchezza floristica degli ambienti presenti, il giardino è collocato su una superficie di circa 17000 mq con una conformazione variata del terreno in grado di offrire il sito ideale per molte e diverse specie presenti nelle Alpi Cozie (esperti botanici accompagnano i visitatori da luglio a metà agosto).

    secondo giorno :
  • Dal rifugio Barant al rifugio Granero per il rifugio Jervis e la Conca del Prà.
  • Dislivello in salita: 650 m.
  • Dislivello in discesa: 650 m.
  • Tempo di percorrenza: 4-5 ore.
  • Dalla cresta spartiacque tra il Vallone dei Carbonieri e la Val Pellice si attraversa in tutta la sua estensione la bellissima Conca del Prà abitata in estate da pastori e allevatori nelle tipiche tipologie dei villaggi di montagna.
    Dal rifugio Barant (2373 m) si scende la strada militare che conduce alla Conca del Prà oltrepassando alcune casematte e il giardino botanico. Raggiunto il greto del Torrente Pellice lo si attraversa e si risale brevemente in direzione del rifugio Jervis (1732 m). Si percorre la pianeggiante carrareccia sul fondo dell’allungata Conca del Prà in tutta la sua lunghezza (circa 3 km) mantenendosi sulla sinistra idrografica del Torrente Pellice che per un fatto curioso, in piena estate scompare per un lungo tratto, riapparendo poi al termine della conca. Passati tra le tipiche costruzioni di Partia d’Amunt (1750 m), si sale il sentiero raggiungendo il Pian Sineive (2060 m) dove è stata collocata la stele commemorativa eretta dal C.A.I. nel 1958 per ricordare la sciagura aerea del 21 luglio 1957, in cui perirono 9 militari appartenenti alla marina U.S.A. A sinistra si scorgono l’Agugliassa, il Manzol, il Granero, a desta l’erta bastionata rocciosa che va dal Bersajas alla Punta del Pissetas. Attraversato tutto il pianoro, si passa il Torrente Pellice e si segue il viottolo che si inerpica sul filo di una ripida costa erbosa, la “Schiena d’Asino”. Con salita zigzagante si guadagna rapidamente quota, giungendo in vista del Lago Lungo; a questo punto si aggira a sinistra un cucuzzolo arrivando al rifugio Granero (2377 m), visibile solo all’ultimo momento.

    terzo giorno :
  • Dal rifugio Granero al rifugio Vallanta per il Colle Seilliere, il rifugio Viso e il Passo di Vallanta.
  • Dislivello complessivo in salita: 850 m (500 m +350 m)
    + 350 m per la Losetta.
  • Dislivello complessivo in discesa: 750 m (400 m + 350 m)
    + 350 m dalla Losetta.
  • Tempo di percorrenza: 5 ore + 2 ore per la Losetta.
  • Il Colle Seilliere apre l’orizzonte sui grandi spazi del Queyras: attraversata l’alta Valle del Guil e scavalcando il Passo di Vallanta si ritorna in Italia e con una breve discesa di fronte all'imponente parete ovest del Viso si raggiunge il rifugio Vallanta.
    Per chi non ha fretta, è consigliabile la traversata in quota che porta al Passo della Losetta, da cui si sale all'omonima, panoramica cima.
    Dal rifugio seguire la traccia che scende nella bella conca occupata dal Lago Lungo. Il sentiero, attraversato l’emissario, costeggia per un tratto l’erbosa sponda occidentale del lago, poi piega a destra e si biforca: trascurare la diramazione di sinistra per il Monte Granero e il Passo del Seillierino, seguendo quella di destra che taglia un pendio alla base del marcato crestone divisorio tra i valloni del Colle Seilliere e del Passo Seillierino. Entrati nel vallone, dominato a destra (ovest) dalla ripida parete rocciosa della Punta Bersajas, lo si risale fino a raggiungere la marcata depressione del Colle Seilliere (2851 m). Abbassarsi sul versante meridionale e al termine delle chine erbose portarsi ad un ripiano dove vi è un trivio segnalato: lasciare a sinistra il sentiero per il Colle delle Traversette e il Buco di Viso e procedere sul largo sentiero che va in piano al rifugio Viso (2460 m), visibile per tutta la discesa dal Colle Seilliere. Dal rifugio Viso seguire il sentiero in leggera discesa a mezza costa che, attraversato il torrente Guil, riprende a salire e in breve raggiunge il Lago Lestiò (2510 m), posto in una bella conca dominata dalla cresta di Punta Roma. Costeggiata la sponda meridionale del lago, il sentiero ricomincia a salire fino a raggiungere il Passo di Vallanta (2815 m). Dal colle (suggestivo scorcio sul Viso) si scende nel Vallone di Vallanta, raggiungendo presto un bivio : da qui si può continuare la discesa che porta al rifugio omonimo oppure seguire il sentiero di destra, che va a mezza costa, fino a immettersi sul sentiero che in salita conduce al Passo della Losetta (2872 m): dal colle una facile salita conduce sulla cima del Monte Losetta (3052 m), splendido belvedere sulla parete ovest del Viso. Dalla cima si ridiscende al Passo della Losetta e si percorre a ritroso l'itinerario di salita fino al bivio; qui si continua a scendere sul sentiero principale raggiungendo il rifugio Vallanta (2450 m).

    quarto giorno :
  • Dal rifugio Vallanta al rifugio Alpetto per le Grange Gheit, il Passo di San Chiaffredo e il Passo Gallarino.
  • Dislivello in salita: 900 m.
  • Dislivello complessivo in discesa: 1050 m (550 m + 500 m).
  • Tempo di percorrenza: 5 ore.
  • Si attraversano ambienti molto belli e vari: dalle monolitiche placconate della Punta Caprera e i pini cembri del Bosco dell'Allevè si passa ai laghi dell'alto Vallone delle Giargiatte, per arrivare ai piedi della gigantesca parete orientale del Monviso.
    Dal rifugio Vallanta si segue il sentiero che si abbassa gradualmente su Pian Para (2350 m). Si continua sulla destra orografica del torrente, che si attraversa in prossimità del Gias d'Ajaut (fontana della salute, 2036 m). Si rimane per breve tratto sulla sinistra orografica del torrente, e dopo la Grangia del Rio lo si riattraversa. Poco dopo si incontra il bivio (1900 m circa) per il Passo di San Chiaffredo, abbandonata la mulattiera per Castello si scende a sinistra per attraversare il torrente su una passerella. Si passa accanto alle diroccate Grange Gheit (1912 m) e si prosegue sul sentiero che sale con alcune svolte, lasciando a destra una diramazione per il Bosco dell'Allevè e il rifugio Bagnour (un’ora circa). Dopo un tratto in salita, la mulattiera taglia a mezza costa fra i pini, fino al bellissimo Pian Meyer (2126 m), un prato punteggiato di pini dove il rio divaga formando suggestivi meandri. La mulattiera risale il Vallone delle Giargiatte, passando per l'ampia conca del Gias Fons (2365 m) che si apre tra la Rocca Jarea e le Rocce Meano. Innalzandosi con vari tornanti si raggiunge la stretta rocciosa che immette nella conca superiore. Proseguendo sul sentiero si superano tre specchi d'acqua, il Lago Bertin (2701m), un laghetto senza nome e il Lago Lungo (2743 m) e si raggiunge l'ampia depressione del Passo di San Chiaffredo (2764 m) sullo spartiacque tra la Valle Varaita e Po. La mulattiera taglia quasi in piano le pendici meridionali di Punta Trento e giunge in breve al Passo Gallarino (2727 m). Qui si gira a sinistra e si scende, tagliando a mezza costa le pendici orientali di Punta Trento e Punta Michelis. Si attraversa la selvaggia conca che ospita i laghi delle Sagnette (2567 m) e si arriva in vista del Lago Grande di Viso, sovrastato dalla gigantesca parete orientale del Monviso. Si lascia il lago a sinistra e imboccata il sentiero che scende a destra verso Oncino si raggiunge il rifugio Alpetto (2268 m) nei pressi dell’omonimo lago.

    quinto giorno :
  • Dal rifugio Alpetto al rifugio Giacoletti, per il Colle del Viso e il Lago Chiaretto.
  • Dislivello complessivo in salita: 900 m (400 m + 500 m).
  • Dislivello in discesa: 400 m.
  • Tempo di percorrenza: ore 3.30-4.
  • Bella traversata ai piedi del Monviso e dei suoi satelliti settentrionali, fra laghi, morene e residui di neve, in ambiente aspro ma aperto a oriente verso la pianura piemontese e con una superba vista sulla parete nord del MonViso.
    Dal rifugio Alpetto (2268 m) si segue a ritroso l’itinerario del giorno precedente fino al Lago Grande di Viso e in breve al Quintino Sella (2640 m) storico rifugio dedicato al fondatore del CAI. Si segue la mulattiera che, in lieve salita, conduce all'ampia depressione del Colle del Viso (2650 m) tra il Monviso e il Viso Mozzo.
    Si procede fra grossi massi, costeggiando il Viso Mozzo, poi si scende con varie svolte sulle pendici nord occidentali della Rocca Trunè. Il sentiero taglia alla base la morena settentrionale del Monviso, poi scende con alcuni tornanti al Lago Chiaretto (2261 m), dal caratteristico colore azzurro lattiginoso. Tagliando a mezza costa i pendii che sovrastano il lago, si arriva ad un bivio a quota 2310 m circa. Si lascia a destra la mulattiera che scende al Pian del Re, e si prende a sinistra il sentiero che sale alla Colletta dei Laghi (2389 m). Dopo una breve discesa, il sentiero sale diagonalmente, lasciando in basso a destra il Lago Lausetto, fino a incontrare a quota 2560 m circa, la diramazione per la Punta Roma e il Passo del Colonnello. Proseguendo a destra sul sentiero principale si risalgono le ripide pendici delle Rocce Alte, poi si percorre l’ampia conca fino al Colle Losas tra le Rocce Alte e Punta Udine, dove sorge il rifugio Giacoletti (2741 m). Spettacolare la visione del tramonto sulla parete settentrionale del Monviso.

    sesto giorno :
  • Dal rifugio Giacoletti al rifugio Barbara per il “Sentiero del Postino” e il Colle Armoine.
  • Dislivello in salita: 300 m
    + 400 m per il Buco di Viso
    e il Colle delle Traversette.
  • Dislivello complessivo in discesa: 1350 m (350 m + 950 m)
    + 400 m dal Buco di Viso e Traversette.
  • Tempo di percorrenza: 4 ore
    + 2 ore e 30 per il Buco di Viso e Traversette.
  • L'itinerario percorre lo storico "Sentiero del Postino", nato per collegare le vecchie caserme militari delle Traversette e del Losas, e attraverso l’alto bacino del Po raggiunge il Colle Armoine e l’alta Val Pellice. Se le condizioni lo permettono, è consigliabile il passaggio dal suggestivo Buco di Viso, primo traforo delle Alpi creato dall’uomo nel 1478 (per affrontare i 75 metri della galleria è indispensabile la pila).
    Dal rifugio Giacoletti (2741 m) si scende verso nord seguendo il sentiero lungo un canalone di detriti e nevai, fino al bivio, a quota 2500 m circa, dove a sinistra, abbandonato il sentiero che scende a Pian del Re, s’imbocca il "Sentiero del Postino". Si percorre l'aerea cengia erbosa che taglia orizzontalmente il versante Est della Punta Venezia e oltrepassata la pietraia del Colour Bianco, si raggiunge a quota 2550 m circa il sentiero che da Pian del Re sale al Colle delle Traversette; qui termina il "Sentiero del Postino" (30 minuti circa). Da qui si può continuare la discesa che porta al Pian Armoine, oppure seguire a sinistra la mulattiera che sale verso il Colle delle Traversette. Dopo aver raggiunto la conca del Pian Mait (2700 m circa), si affronta una salita a zig-zag e si passa nei pressi della Fonte Ordi (2787 m) e della Caserma delle Traversette; poco dopo si lascia a destra la traccia per il Passo Luisas e si continua sul ripido sentiero, raggiungendo un altro bivio, traversando a destra si raggiunge in breve l'ingresso del Buco di Viso (2882 m). Percorso il traforo e raggiunto il versante francese è possibile salire al Colle delle Traversette (2950 m) e ritornare all’inizio della galleria scendendo dal versante italiano, oppure riattraversare il tunnel a ritroso. Ripercorrere in discesa l’itinerario di salita fino al bivio del Sentiero del Postino. Terminata la variante si prosegue in discesa raggiungendo il Pian Armoine (2410 m) e, dopo aver abbandonato il sentiero che scende a Pian del Re, si sale al Colle Armoine (2689 m), ampia depressione tra la Meidassa e le Rocce Fons. Dal Colle si scende al piccolo Lago Piena Sia (2555 m) e al minuscolo Lago Arbancie (2448 m), superato il bivio per il Col Manzol, a quota 2420 m circa, si prosegue la discesa con alcuni tornanti e una lunga diagonale sulla sponda sinistra del vallone del Rio del Pis. Attraversato un ruscello, si continua il sentiero che poco oltre piega decisamente a destra e scende tortuoso al pianoro dove sorgono le Grange del Pis e il rifugio Barbara Lowrie (1753 m), dove si conclude l'anello.

    LE CARTE :
  • Istituto Geografico Centrale f. 6 Monviso 1.50.000; 6,00 €.
  • Istituto Geografico Centrale f. 106 Monviso, Sampeyre, Bobbio Pellice 1:25.000; 7,00 €.
  • Didier & Richard f. 10 Queyras & Haute Ubaye 1:50.000; 12.50 €.
  • Institut geograpique national, f 3637 OT Mont Viso - St. Veran - Aiguilles 1:25.000; 11,36 € Ottima mappa per il versante francese.
  • Institut geograpique national Haut Queyras - Monviso 1:25.000; 19,00 €. Mappa aggiornata e dettagliata della zona, realizzata grazie alla collaborazione fra Cai, Caf, Ign e Igm nell'ambito del progetto transfrontaliero "Alpi senza frontiere" (purtroppo sul versante italiano non sono indicati tutti i sentieri agibili); alla mappa è allegata una guida con informazioni utili, notizie sui rifugi e la descrizione sintetica di alcuni itinerari di traversata, non sempre segnalati sul terreno.

  • Testo elaborato da : Andrea Sorbino - Rifugio "Vitale Giacoletti"

    Bibliografia:

  • MONVISO Alp Grandi Montagne n. 16, CDA &Vivalda editori.
  • MONVISO e le sue valli, volume 1° e 2°; Istituto Geografico Centrale.
  • Guida della “VAL PELLICE”, Kosmos Edizioni Torino.


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