freetime
Produzioni
Home valle

Artista di Vallata : :

Donatella Dianti
Maestra di Origami

Home
Home

VALLE PELLICE - Artista di Vallata :

Donatella Dianti
Maestra di Origami

Bibiana
Donatella Dianti si è avvicinata all’arte dell’origami dopo essere vissuta nella capitale del Giappone: Tokyo, la più grande città al mondo.
…”Non mi spiegavo come, gente che abita una delle città più popolose al mondo fosse così ordinata per esempio nella metropolitana dove transitavano migliaia di persone nello stesso istante. Non sembravano così stressati come gli occidentali”…
Una delle tecniche per rilassarsi e per poter sopravvivere allo stress quotidiano, insieme alla tecnica del massaggio, del bagno rituale, dello zen, è proprio la tecnica dell’origami.
Sembra incredibile come si possa far nascere un fiore da un semplice pezzetto di carta!

..UN PO’ DI STORIA
Anche se la carta è nata in Cina attorno al II secolo a.C., la diffusione della pratica della piegatura affonda le sue origini nel Giappone del VI secolo. Le prime piegature erano destinate al confezionamento delle sostanze medicamentose e delle piante aromatiche; ben presto trovarono spazio anche nei riti religiosi praticati dai monaci scintoisti, tant’è che se ne trova ancora oggi traccia nei templi, sotto forma di serpentine di carta piegate a zig-zag (O-Sheda e Gohei).
A partire dall’anno Mille fanno la loro comparsa i modelli tradizionali, come la gru, la farfalla, la rana, il granchio. In occasione dei matrimoni, le boccette di saké sono ancora sigillate con un foglio piegato a forma di farfalla.
L’arte della piegatura della carta si è poi diffusa con il nome di origami da oru=piegare e gami=carta e, tra la fine del periodo Edo (1867) e il periodo Taisho (1912-1926), furono creati circa 150 nuovi modelli.
Inizialmente la piegatura era insegnata ai bambini dai genitori, ma a partire dall’inizio del XIX secolo divenne parte integrante dell’istruzione infantile all’asilo, nelle scuole primarie e nei collegi femminili.
La pratica dell’origami sul continente europeo ha origini più recenti e articolate rispetto a quelle orientali. L’introduzione della carta in Europa avvenne più tardi, e l’interesse alle piegature di tessuti risale alla fine del Medioevo.
Durante il Rinascimento nelle corti europee fu tutto un tripudio di plissettature di tovaglie e tovaglioli. In occasione delle nozze di Enrico IV, re di Francia, e Maria de’ Medici, la tavola d’onore fu decorata con stoffe e tovaglioli piegati in forma di frutti e uccelli.
Maghi e prestigiatori fecero uso delle tecniche origami per la creazione del ventaglio magico (in inglese troublewit), descritto nel 1725 dall’educatore gesuita Jacques Ozanam nell’opera intitolata Récréations mathématiques et physiques.
Nei manuali scolastici del XIX secolo figuravano il modello classico della barchetta, del mulino a vento e della gondola. Al fine di facilitare ai ragazzi l’apprendimento della matematica e della geometria, l’arte della piegatura fece il suo ingresso ufficiale nelle scuole elementari in Francia, nel 1882.
In Italia, Maria Montessori propose l’utilizzo delle tecniche della piegatura della carta per stimolare la creatività dei bambini (a questo proposito è bene anticipare la prossima uscita del film a lei dedicato che andrà in onda su canale 5 in prima serata per due serate, in occasione del centenario 1907-2007 della nascita della prima scuola per bambini da lei creata).
In Germania, nel 1930, Laslo Moholy-Nagy incluse dei corsi di piegatura tra gli insegnamenti previsti nella scuola di architettura Bauhaus.
Fu grazie al maestro giapponese Akira Yoshizawa che le diverse tradizioni maturate nel corso dei secoli hanno potuto trovare una sintesi.
Negli anni Cinquanta del secolo scorso Yoshizawa mise a punto un linguaggio internazionale di simboli per permettere a chiunque di capire i diagrammi degli origami.
Nel 1955, l’americano Gershon Legman si stabilì nel sud della Francia ed espose a Cagnes-sur-Mer, in Costa Azzurra, 300 piegature provenienti dal Giappone.
Per la prima volta le opere di Akira Yoshizawa venivano esibite in Occidente. L’esposizione inaugurale sarebbe stata poi seguita da quella del museo municipale di Amsterdam nel novembre del 1955.

COME DIVENTARE UN ORIGAMISTA
Nell’arte dell’ origami, parola giapponese (oru=piegare / gami=carta) e quindi piegare la carta, l’unico materiale necessario è la carta che può andare dalla raffinatissima e multicolore carta proveniente dal Giappone e già tagliata di misura per i diversi tipi di origami, alla cara normale, purchè sottile, anche se il risultato non è lo stesso.
Non sono necessarie né forbici, né altro, a parte in qualche rara eccezione di origami inventati da “origamisti” occidentali.
L’origami necessita invece di concentrazione, per questo è considerato terapeutico, perché nel momento in cui si crea, si dimenticano i nostri problemi quotidiani; aumenta le nostre capacità intellettive, creative e manuali.
All’inizio si pensa di non essere in grado di farcela, di non essere “tagliati”, poi, con un po’ di impegno e tanta passione si raggiungono bei risultati e ci si scopre con attitudini prima sconosciute.


INFO-CORSI
Dove:
I corsi si possono tenere presso l’insegnante o di chi ne faccia richiesta.
Quando:
Corsi diurni o serali di due o tre ore ciascuno.

  • CORSO-BASE di 10 ore
  • CORSO-INTERMEDIO di 15 ore
  • CORSO-AVANZATO di 20 ore

    Le date sono da definirsi in base alla richiesta. Il numero dei partecipanti va da 5 a 20 persone. Se ci fossero dei bambini interessati si formeranno dei gruppi.

    Perché:
    Per arricchimento personale, per svago, per gioco dato che con alcuni origami si aprono gare e competizioni, per creare scenografie per vetrine, per creare un dono originale e personalizzato con le nostre stesse mani e seguendo i gusti di chi lo riceverà, per decorare pacchi-regalo, da usare in diverse ricorrenze (a Natale decorazioni per l’albero e il Presepe, Halloween, il gavettone di Ferragosto che si può riempire di acqua anche se fatto di carta), per avvicinarsi alla cultura Giapponese, per creare bigliettini di auguri, per feste, per creare bomboniere.

    BRIEF

  • Quale carta scegliere
  • Come fare un quadrato
  • Come leggere un diagramma
  • Come si fa una piega. Pieghe livello 1/2/3
  • L’ABC dell’origami 1 e 2
  • Base quadrata
  • Base triangolare
  • Basi allungate
  • Base gru
  • Base rana
  • Base pesce
  • Basi aquilone e rombo
  • Base mulino
  • Alcuni esempi di origami: Gru tradizionale, Colibrì, Farfalla, Rana saltatrice, Pesce-samurai, Coniglio pasquale, Cagnolino, Gatto bicolore, Fiore di loto, Iris tradizionale, Bicchiere che può contenere acqua, Saliera della fortuna che si trasforma da portasale o pepe per mettere in tavola a gioco per scrutare il futuro, Portadocumenti, Scatola giapponese tradizionale, Babbucce che se fatte con carta della misura del piede e sufficientemente robusta si possono anche indossare, Lottatori di sumo.


  • B&B KAERU
    Donatella Dianti - Maestra di Origami
    Presso Bed & Breakfast Kaeru
    Via del Vescovo 29 - 10060 Bibiana (TO)
    Tel. (+39) 0121 55101 - Cell. (+39) 328 2955010
    E.Mail : donatelladianti@alice.it


    ghironda
    valle Pellice
    Bibiana
    rubriche
    personaggi
    by www ghironda.com